mercoledì 6 aprile 2011

Quel giro del nord del Belgio, che volge a tramontana...

Domenica scorsa si è svolta la 96esima edizione del Giro delle Fiandre, importantissima classica monumento emblema di questa nostra fantastica passione che è l'andare in bici.
Non parleremo di corsa, di campioni e di emozioni, di tattiche e di errori, ma faremo un paragone tra quell'antica follia ed il nostro nuovo evento del primo maggio (non abbiamo il pavè, ma dall'anno prossimo... però abbiamo lo sterrato!).

Il Giro delle Fiandre nasce nel 1913 per idea di un giornalista olandese, che immaginò una corsa che attraversasse tutte le località caratteristiche della regione. C'era la voglia di inventarsi qualcosa che fosse simile alla Parigi-Roubaix, ma al tempo stesso non disdegnasse il leit motive della Liegi-Bastogne-Liegi, le 2 corse più famose dell'epoca (e cavolo, non è cambiato niente!).
E quindi dopo la prima guerra mondiale ecco fare il loro ingresso i "muri", questi brevi strappi in salita con fondi stradali impervi in acciottolato.

Una corsa che non manca di appassionare ed emozionare, ed il cui percorso così difficile ha permesso a pochi di risultare plurivittoriosi: solo in 4 hanno conquistato questa corsa per 3 volte, e solo uno di essi consecutivamente.
Fiorenzo Magni, toscano di Vaiano, tra il '49 ed il '51 diventò il "leone delle Fiandre", così nominato perchè la bandiera della regione rappresenta un leone, e perchè unico non belga a vincere con tanta frequenza.

Ma veniamo al percorso di questa corsa:
Altimetria dell'edizione 2011.
Come potete vedere si tratta di una parte iniziale approssimativamente semplice (per quanto possa esser semplice correre di fronte al mare del Nord, con il vento che sferza e le strade che trattengono al suolo), per poi iniziare progressivamente ad incontrare ostacoli (non lunghi, ma fitti!) fino al finale incerto ed aperto a molte soluzioni.

Ma andiamo a fare il paragone con l'idea che è venuta a noi, che abitando nella piana del Valdarno non avevamo che queste collinette per immaginarci sulle montagne alpine o sugli strappi del Belgio.

Come quel giornalista olandese, anche noi volevamo promuovere il territorio, facendo modo che la corsa attraversasse tutti i comuni e tutte le frazioni della regione. Per questo i 6 comuni delle cerbaie (Calcinaia, Bientina, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull'Arno e Fucecchio) sono tutti attraversati dal percorso, ed anzi per Fucecchio abbiamo attaversato anche alcuni borghi più "indigeni".
Come quel giornalista volevamo però distinguerci dalle manifestazioni vicine (in questo caso la GF Michele Bartoli a cui ho partecipato 12 mesi fa, che si propone come piccolo fiandre ma che dopo aver provato il nostro percorso non vedrete più in quel modo, e questo lo diciamo con tutto il rispetto per la manifestazione e per l'atleta) ed abbiamo pensato non solo a fare un percorso labirintico e senza respiro, ma inserendoci anche alcune particolarità come gli sterrati (che in questo periodo sono tornati di gran moda e dei quali noi siamo estimatori da tempo, quando da bambini li facevamo in MTB) e gli strappi impegnativi.

Ma andiamo a vedere l'altimetria della nostra manifestazione:

Altimetria della nostra prima edizione.
Come anche nel Fiandre, non è l'altezza dei picchi a farsi notare, quanto invece la presenza costante e quasi maniacale di strappi, strappetti, strappettini e l'assenza di momenti di riposo (noi abbiamo circa 10 km poco prima di metà circuito).

Come nel Fiandre, in cui fanno bella mostra di se salite come l'Oude Kwaremont, il Paterberg, il Koppenberg (tutti nel giro di 15 km), e nel finale il Grammont (detto anche Muur-Kapelmuur in fiammingo), anche nella nostra manifestazione abbiamo i "muri" simbolo: Ghinghero, Cappelletto, Melone, Prataccio, Pozzo e Pianore, tutti in sequenza tra il km 65 e 90, che saranno ricchi di sofferenza ma anche di soddisfazione per chi li poterà a termine.

Come nel Fiandre, anche per noi è importante che sia il contorno a far innamorare i partecipanti, più che la corsa in se; perchè siamo convinti che la nostra manifestazione sia impegnativa ma rinfrancante, nervosa ma rilassante, difficoltosa ma affascinante.

Quindi vi aspettiamo il primo maggio a Staffoli, sperando che le nostre piccole strade vi divertano alla grande!

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