martedì 3 giugno 2014

La vita, la bici, e la Chianti Classic

Attesa per anni, è finalmente finita in saccoccia.

La Chianti Classic, orgoglio bullettaio da ormai 20 anni, doveva finire sotto le ruote dei cinghiali staffolesi, e così è stato.

Quel che non ci si aspettava, conquistando l'agognata meta, era l'assoluto e devastante senso di inadeguatezza che ci ha ridimensionato a tal punto da mettere tutto in discussione. Un'organizzazione ben oliata ed una attenzione particolare per i partecipanti, le molte manifestazioni di contorno all'evento (che è bene ribadirlo, è un raduno cicloturistico), la sintonia con gli abitanti del posto, le istituzioni e le strutture turistiche. Basterebbe questo.

Poi c'è la zona: il Chianti. Dolci colline, dai colori caldi dell'estate. Dove anche il verde profuma di rosso, permetteteci l'allusione vinicola.
Salite pazienti anche nei confronti dei meno allenati, discese con i freni tirati per poter godere appieno di valli nascoste alla civiltà: di pianura meglio non parlarne, se l'avete vista chiamate che mamma la cerca.
Borghi rimasti secoli indietro, buon per loro; castelli, fortezze e torri a proteggere questo reame incantato bramato da ogni pedalatore con una minima dose di senno.

"Descrivere con parole ciò che è stato provato a cavallo tra sabato pomeriggio e lunedì mattina è per noi impossibile, però possiamo provare.

Una festa per gli occhi e per il cuore.

Abbiamo vissuto momenti intensi osservando, pedalando e camminando. Abbiamo assaggiato l’ospitalità della mai aspra campagna senese, respirato odori e udito parole piene di rispetto ed ammirazione per la bici. Infine abbiamo visto la gioia negli occhi dei partecipanti e toccato con mano la realtà c...he circonda le manifestazioni di queste zone: la passione sfrenata.

Siamo ebbri di sensazioni, torniamo a casa dispiaciuti di non poter restare per altri infiniti weekend di inizio giugno.
All’anno prossimo!"

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